Intervista a Leo Babauta di Zenhabits

Questa e' la traduzione italiana di un'intervista che ho fatto anni fa al famoso blogger Leo Babauta e che e' stata pubblicata in inglese sul sito DefectiveByDesign.

Quando hai deciso di iniziare ad essere minimalista e ricercare la semplicita' nel caos quotidiano?

E' qualcosa che ho iniziato a esplorare negli anni 90, poi me ne sono dimenticato, e poi ho riscoperto nel 2006. Sto ancora imparando.

Pratichi il minimalismo e ne scrivi sul tuo blog Mnmlism.com. Molti minimalisti condannano l'uso della tecnologia perche' la vedono come un qualcosa di superfluo. Qual'e' la tua opinione?

C'e' un sacco di attrazione nello smettere di usare la tecnologia e vivere in una capanna tra i boschi armati solo dello stretto indispensabile. C'e' anche un sacco di valore nella tecnologia -- ci ha permesso di creare cose impossibili fino a qualche decennio fa, di connetterci in modi mai immaginati prima, avere accesso istantaneo alla cultura, qualcosa semplicemente impensabile durante la nostra adolescenza. Tutto questo e' tanto stupefacente quando qualsiasi cosa troverai nei boschi.

Dall'Agosto 2009 hai iniziato a usare Identi.ca, la piattaforma di microblogging basata su software libero. I social network possono essere travolgenti a causa della loro infinita mole di messaggi ed amici. Come riesci a restare aggiornato senza diventare matto?

A dire il vero la liberta' di Identi.ca mi affascina ma non penso abbia raggiunto il punto di massa critica di cui ha bisogno per essere tanto utile come potrebbe. Ma non ho ancora abbandonato l'idea.

Per non diventare matto mi impongo dei limiti su quanto tempo spendo a leggere notizie, andare sui social media, e restare aggiornato. Se non metto dei limiti quest'attivita' mangera' tutto il mio tempo creativo.

Su Zenhabits.net leggo che sei contro l'utilizzo del copyright per limitare quello che i tuoi lettori possono fare con i tuoi articoli. Cosa ti ha convinto a "liberare" i tuoi testi e cosa vorresti dire alle persone che criticano la tua scelta?

Era un'esperimento -- mi sono aggrappato al copyright per paura, ma poi mi sono chiesto:  " cosa accadrebbe se lasciassi stare?" Non conoscevo la risposta ma l'idea che tutte le idee dovrebbero essere libere dalle restrizioni che hanno avuto per secoli per me era bellissima -- ed era un'idea che liberamente ho rubato da altri. Piu' ci pensavo e piu'  realizzavo che nessun lavoro e' completamente originale, che gli autori costruiscono sulle idee di altri ogni singola volta che scrivono, e che se pretendiamo di possedere questa roba e minacciare di fare causa a chi usa le nostre idee, siamo ipocriti. Abbandonate l'idea di proprieta' e guardate quali invenzioni possono nascere. Il software libero mi ha mostrato  che lasciar andare le protezioni sull'informazione puo' far scaturire cose meravigliose.


Hai pubblicato molti libri senza alcuna restrizione o DRM. La Free Software Foundation si batte contro il DRM e festeggia la Giornata contro il DRM ogni anno il 4 Maggio. Cosa vorresti dire agli autori che desiderano limitare i propri libri usando il DRM?

Gli autori devono mettere i loro lettori prima di tutto, sempre, se vogliono la fiducia da loro. Mettetevi nei panni dei vostri lettori: le restrizioni tecniche sull'uso del vostro libro aiutano il lettore? O lo frustrano e annoiano? Quale messaggio inviano al lettore con questo comportamento -- che avete piu' cura del lettore o di proteggere la vostra proprieta' su qualcosa per cui loro hanno pagato?

Gli autori usano il DRM per paura, non perche' desiderano dare qualcosa di valore ai propri lettori. Rilasciatela la paura, rilasciate il DRM, e guardate cosa accade quando iniziate una relazione di fiducia.

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